Poi con calma parliamo di Fullcomics, ma ora ho davvero bisogno di andare a dormire.

FULLCOMICS

Un giorno che arrivi a Fullcomics e ti dici va che sole.

Vieni a Fullcomics? Sì dai vengo, magari vengo in macchina e faccio avanti indietro.
Ah che magari poi ci vengono anche quelli della Krikka con me, ma non so, vedremo.

Da queste premesse parte Fullcomics, che poi io ero nervoso sia per il volume, che ancora non avevo visto, sia per la presentazione con conferenza, che sebbene non sembri, io sono piuttosto schivo e non amo parlare del mio fumetto, o dei miei disegni in generale, in questo io e Morak siamo molto simili.

Ad ogni modo riesco a superare l’impatto di Sabato, rivedo un po’ d’amici allo stand della Shockdom, i ragazzi di Monipodio, il Tram ed Eriadan in versione clochard svaccato su una colonna a mangiarsi un panino, vedendolo mi vien da pensare che forse potrebbe aver iniziato a disegnare così, come madonnaro.
Becco Ed! al suo nerissimo stand e lo imploro per una dedica. Che poi va detta una cosa: Ed hai fatto davvero un gran lavoro col tuo volume, è curatissimo, molto bello, davvero un gran bel lavoro, soprattutto se uno pensa che è stato fatto nell’ottica del fai da te. Sei un grande.
A seguire sono riuscito a parlare anche con Orso Ciccione e Pazuzu, e così ridendo e scherzando siamo andati a pranzare, ed è lì che abbiamo capito perché l’Orso Ciccione è ciccione.
Nel pomeriggio sono passati anche SteG&Ago ed ho scovato Nebo al suo stand.
Pizzata alla sera con Moerandia e Ciemmerre che nel mentre erano sbucati da nuvole di panpepato.

Bene, potevo tornare a casa. Stanco, ma felice. Avevo visto il volume, amici, ed avevo fatto delle dediche.
L’unica nota stonata di quella giornata fu il senso di frustrazione che mi prese andando a vedere l’esposizione delle tavole di quelli “bravi”.
Non riuscirò mai ad avere il tempo e la conoscenza tecnica per fare dei lavori del genere. Ma va bene così, è una scelta che ho fatto in passato ed è inutile stare a ricamarci sopra.

Domenica si riparte, no anzi, ripartiamo, perché oltre a me scendo anche il Sifo, Andrea, Pit e la Lidia, una parte della Krikka che compare nei miei fumetti, Morak e Dany sarebbero arrivati nel pomeriggio.
Unica incognita….. Mirkuz, manco a dirlo. Partiamo alle 9:30, ci fermiamo a fare colazione in autogrill. Telefono. E’ Mirkuz. Dice d’essere vicino a Piacenza, dice di aver fatto anche lui colazione per strada, dice di essere partito alle 10:30.
Adesso o lui conosce il teletrasporto ed è un vulcaniano che si finge un umano basso, oppure quella cavolo d’Alfa è la Batmobile travestita.

Arriviamo allo stand e già da lontano riconosco alcuni particolari: il kilometrico pizzetto di RX, la coppia Haku&Arioch, certo prima vedi lei e poi lui, ma quello è normale, ed infine Kaneda in versione bronzo di Riace, giganteggiava dall’alto della sua giganteggiante gigantosità.

Vado allo stand e facciamo le presentazioni, ed è buffo vedere le facce degli altri disegnatori mentre mettono a fuoco i personaggi in carne ed ossa dei miei fumetti. Aperitivo collettivo Nuvole Elettriche e Krikka, nel mentre arriva Mirkuz, che a sto punto capisco aver mentito spudoratamente nelle precedente telefonata, probabilmente era solo a Cremona.
Lo facciamo giocare a fuoco ed acqua, sino a che purtroppo ci vede e ci raggiunge.
Ecco, ora il momento è serio, tutti vorrebbero dire: “Ma tu sei Mirkuz!! Sei troppo uguale!!” solo che nessuno ha il coraggio di dirlo. Mirkuz avverte il suo potenziale di star e preso dai suoi sogni di gloria rischia di farsi stirare da una macchina.

In seguito, mentre io stavo disegnando, mi hanno raccontato che Eriadan appena visto Mirkuz l’ha apostrofato con la sopraccitata frase, peccato avrei voluto vedere la scena.

Torno a fare dediche e altri amici arrivano per farmi i complimenti, Bubuking, Aluccia ed infine arrivano anche loro: Morak e Dany.
Ci siamo quasi tutti, la krikka è quasi al completo, vi garantisco che ero davvero commosso.

La chicca della giornata è stata la conoscenza della Gatta Bastarda… (che è davvero cattiva cattiva, urko se è cattiva) ed i suoi draghi di stoffa.

A pranzo assistiamo alla più bella scena di queste giornate piacentine. Decidiamo di tornare nel barettino del giorno prima, che però non si aspettava minimamente d’aver tutti questi clienti di domenica.
Ed è il caos, per ovviare e per velocizzare l’arrivo dei nostri paninie e delle nostre delle birre, ci trasformiamo a turno in camerieri e baristi. Grazie a questa performance vinco una fetta di torta e divento un bambino felice.

Si torna allo stand e si torna a disegnare.
Assisto alla premiazione dell’Orso Ciccione per il premio Shockdom 2007. Ancora i miei complimenti.

Bon, arriva il momento tanto temuto, devo andare a parlare.
Odio parlare.
Partiamo con la prima domanda: “vedi il fumetto nel tuo futuro?”, non riesco a mentire: “no!”. Sono pessimista e sono realista, non sono un sognatore, faccio quel che faccio perché mi va di farlo, e mi va di farlo nei tempi che posso dedicargli, volere di più da questa attività sarebbe troppo frustrante (la sensazione del giorno prima era ancora presente).
Per fortuna poi mi riprendo, si parla dei progetti futuri e delle fonti d’ispirazione e qui riesco a dire le tre parole che mi ero prefissato di dire: Morak, Mirkuz e Sesso, uno dei tre è un progetto futuro.

La cosa sembra terminare così, quando la discussione si accende. Si parla di giovani autori, di pubblicazioni cartacee, di ricerca. E non riesco a non dire la mia, no davvero non riesco.
Vuoi perché il ricordo dei “non ci interessa” ricevuto molti anni prima nelle varie manifestazioni brucia ancora, vuoi perché è proprio quel tipo di mentalità che mi fece rinunciare al fumetto: “Fai la mia scuola e poi magari pubblicherai con noi”. Peccato avessi uno stile mio al quale non volevo rinunciare.

Ecco ancora mi rode, perché è una realtà che tutti conosciamo, perché è un modo di restare a galla, va bene, ma allora non parliamo di ricerca, non sminuiamo i fumetti via web, non denunciamo un impoverimento di qualcosa che è solo un altro modo di esprimersi, il web ci permette di autoprodurci, di sperimentare e di distibuirci, perché non venite a cercarci lì, nel web, noi giovani autori? Perché siamo figli di un dio minore?
Parte la mia filippica, cedo alla retorica, mi spiace, ma il discorso va avanti così, è che vorrei dire molto, ma non è la sede, quindi mi violento e termino il discorso.

Baci abbracci tarallucci e vino.

Torno allo stand e finisco le ultime dediche, quelle mancanti me le porto a casa per farle i prossimi giorni.

Insomma una bella esperienza. Grazie al cielo non ha piovuto, poteva sempre andare peggio.